Novo: Inizialmente, quando ci troviamo innanzi ad un fenomeno aggregativo radicale ed al femminile che si sviluppa in un ambiente tanto « machista» e chiuso, rimaniamo sempre piacevolmente stupiti… Ma forse le cose stanno cambiando, o, piu’ semplicemente, le donne hanno imparato a farsi piu’ audaci e prendersi quello spazio che, di fatto, da tempo meritavano? E, secondo Lei, questo passo avanti puo’ in alcuni casi portare ad una « virilizzazione» della donna a scapito delle sue piu’ dolci e « tradizionali» caratteristiche?
Durlindana: In effetti il fenomeno è raro ed insolito, tuttavia non è pioneristico. Negli anni settanta-ottanta veniva pubblicata una rivista femminile chiamata
Eowin, realizzata dal nucleo femminile del Movimento sociale, che in piena
temperie femminista opponeva con piglio deciso e fiero una voce antagonista.
Successivamente, negli anni novanta, Isabella Rauti ha proseguito su quella
strada con i quaderni di « Niente Mimose» sempre a cura del MSI.
A Roma da tempo opera, soprattutto nel campo della valorizzazione del lavoro
artigianale, il cuib femminile di Raido.
Questo per dire che in effetti le donne, in questo ambiente prevalentemente
maschile e « maschilista» , ci sono sempre state, come una minoranza attiva
che ha trovato nel tempo i suoi spazi d’espressione peculiare e non maschilizzata.
Tuttavia se si scende di livello anagrafico e culturale, la questione cambia: le ragazze che s’avvicinano nelle sezioni molto spesso cercano un’affermazione paritaria a quella maschile, la rincorrono, la pretendono, si affannano perchè gli venga riconosciuta.
Vogliono essere trattate come gli altri militanti, andare in affissione, partecipare agli scontri,utilizzano gerghi camerateschi ecc. ecc. a mio parere questa è una grande contraddizione ed un’errore: se la sezione o la comunità devono essere, come credo, un terreno formativo e non solo un’officina di lavoro, sarebbe giusto che a queste ragazze venisse dato un ruolo ed un limite, perchè domani non servirà che sappiano essere delle buone militanti brave ad affiggere manifesti e a dare pugni, ma che siano capaci di educare i propri figli secondo un Via precisa e di essere fedeli ai propri uomini in ogni occasione, sia pure quella rivoluzionaria; per farlo servirà consapevlezza sia ideologica che ontologica.
Durlindana nasce anche per questo, è uno strumento di formazione, spero
quindi che serva a limitare la virilizzazione più che ad assecondarla!
Novo: Quale é stato il Suo percorso militante/politico e da dove – e come -
nasce Durlindana? Quante ragazze (approssimativamente) fanno parte di questo
progetto?
D: Io ho 28 anni, quando ne avevo 16 entrai in contatto, ma rimanendone sempre al di fuori, con l’allora fronte della gioventù; osservando ed ascoltando percepii le prime idee, le prime canzoni (« Boia chi molla» degli ZPM fu la prima! e parla proprio della condivisione della militanza tra un ragazzo ed una ragazza), i valori militanti e comunitari, i primi libri (Militia).
Successivamente ho avuto la fortuna di iniziare a frequentare la comunità di
Leonessa, un sodalizio culturale e spirituale, fondato e condotto da Adolfo Morganti e Mario Polia.
Questa realtà è stata per anni la mia scuola preziosa sia a livello culturale e militante, che umano: la formazione, il lavoro, la montagna, il sacrificio, la condivisione e la vicinanza con persone di enorme sapienza che hanno saputo spiegare ad una ragazzina borghese il suo posto nel mondo e nella storia.
Durlindana nasce proprio, come ho accennato nel numer0, dall’ispirazione di
un piccolo opuscolo, ormai introvabile, di Mario Polia intitolato « Il mistero della Dama» , annesso alla prima edizione del « Mistero imperiale del Graal» (numer0 dei Quaderni di Avallon), teso a sottolineare le due Vie, maschile femminile, parallele ma distinte, della Cerca.
Oggi, a parte la realizzazione di Durlindana, il mio principale impegno militante è quello con il gruppo musicale Contea, progetto culturale e metapolitico di Francesco Mancinelli, con il quale suono (arpa celtica ed organetto) da tre anni.
riguardo la seconda domanda:
Confesso che il primo numero l’ho scritto interamente da sola, è stato l’input lanciato per iniziare un percorso aggregativo.
La redazione oggi è composta da tre persone che hanno l’impegno fisso e costante di provvedere al giornale, intorno gravitano un buon numero di amiche, militanti, diverse ragazze non di Roma che si sono avvicinate tramite la lettura del giornale, con le quali intrattengo costanti rapporti epistolari e con le quali ho in mente di organizzare il prima possibile una sorta di « raduno» , per approfondire sia l’amicizia e la conoscenza che l’eventuale collaborazione con il giornale.
Novo: Quale sono state le reazioni (sia da parte femminile che maschile) a Durlindana? Sappiamo che a Roma c’é il gruppo militante Donne e Azione
legato a Casa Pound ed in Italia ci sono altri gruppi, tra cui, forse il piu’
conosciuto é l’USGI; esiste collaborazione e solidarieta’con altre realta’ femminili?
D: La reazione maschile è stata stupefacente! A seguito del numer0, Massimo,un ragazzo di Casa Pound, che colgo l’occasione di ringraziare una volta di più, senza nemmeno conoscermi di persona, si è offerto di realizzare il sito a titolo totalmente gratuito.
Molte altre realtà militanti in giro per l’italia mi hanno scritto per complimentarsi e sostenere l’iniziativa segnalandola, recensendola ecc.
La reazione femminile, specie a Roma, è stata più fredda. Sarebbe lungo analizzarne e approfondirne i motivi, sarebbe banale tirare in ballo il luogo comune secondo cui tra donne l’invidia e la competizione sono all’ordine del giorno perchè credo che, in questo ambiente umano, si possa fare a meno degli stereotipi borghesi; forse la motivazione va ricercata nel male endogeno dell’ambiente romano, frammentato, malato di personalismo, sempre più attento alle differenze che ai punti di contatto, sempre convinto che il proprio alberello sia il solo capace di dare frutti e ben attento a non concedere concime agli alberi vicini!
Un’altro motivo può essere l’impostazione di Durlindana, molto « tradizionale» , che può aver urtato la sensibilità mililante e « guerriera» di alcune ragazze.
La mia speranza è che si possa trovare presto un terreno di confronto; la mia idea non è quella di un giornale ideologico, ma di un laboratorio aperto dove le varie realtà femminili possano confrontare punti di vista ed esperienze, forse questo non è stato compreso!
Novo: Quale é la Sua figura femminile di ispirazione? E il Suo eroe (poeta, guerriero ecc.) preferito?
D: Nonostante se ne sappia poco, nella storia sono esistite valorose donne
guerriere accanto a grandi mistiche, regine, filosofe, guaritrici… e
semplici madri, protagoniste di grandi atti d’eroismo silenzioso. Più che da
una di queste figure sono attratta dalla grande potenzialità , di dono,
azione, contemplazione, forza e santità , che il genere Femminile possiede
nel suo iniseme, dal momento in cui accetta profondamente la propria
identità .
Una su tutte: La Vergine Maria « umile et alta più che creatura» .
Un eroe… FedericoII di Svevia, Stupor Mundi; un Poeta… Dante Alighieri.
(deformazione professionale, sono laureanda in storia medievale!)
Novo: Un messaggio per le giovani ragazze che si avvicinano a questa area cosi? difficile, forse un suggerimento; cosa chiede e cosa offre Durlindana e
come – e se – esiste collaborazione, lavoro parallelo con realta? militanti maschili.
Il mio suggerimento è La Formazione.
la realtà è compessa, la cultura e l’arte mondi sconfinati, l’Idea, qualunque essa sia, deve essere elaborata e fatta propria criticamente, non bisogna mai accontentarsi di pillole di parziali verità preconfezionate, mai nascondersi dietro un preconcetto, un termine, un’apparenza… il nostro ambiente, specie giovanile, più di altri è soggetto a questi meccanismi: dal concetto equivoco di « Destra» , al falso mito del razzismo, dalla xenofobia ad ex contro il mondo islamico, alla confusione sincretista con realtà che non ci appartengono… potrei continuare!
Durlindana cerca di offrire alle ragazze, a volte con alcune provocazioni o
scelte dissonanti, questo tipo di impostazione mentale dinamica, trasversale, ma sempre coerente e proprio perchè coerente spesso scomoda o insolita o fuori dalle comuni aspettative.
Durlindana non è schierata partiticamente, è aperta a collaborazioni (una è
proprio l’icontro dell’8 marzo presso la sezione romana di FN) con chiunque
sia in linea ideologicamente rispetto ad alcuni punti base, il che equivale,
di contro, ad una chiusura ad ex verso chi rappresenti scelte liberal-capitaliste o marxiste, a chi professi il razzismo biologico o una morale anglo-protestante, o posizioni filo-israeliane ecc.
Non essendo una realtà politica a se stante, non si pone come alternativa alle varie realtà militanti già esistenti, ma come un supporto ad esse nel merito della presenza femminile.
Novo: Grazie per il tempo concessoci e puo? concludere l?intervista come preferisce.
D: Grazie a voi, davvero, è stato un onore.
Ricordo che in settimana sarà disponibile on-line il prossimo numero di
Durlindana.
Concludo con una citazione dal testo che ha generato l’idea della rivista
femminile.
« Il cavaliere consacra alla Dama il braccio e il cuore
in una promessa di fede che solo la morte può sciogliere.
Nelle profondità del cuore, dove cielo e terra si toccano,
lo spirito feconda col suo soffio la terra e
sboccia la Rosa Mistica.
Alla spada cruciforme del cavaliere, s’unisce al centro una rosa, per
indicare,
tramite l’arcano ghibellino della spada e della rosa,
che il mistero ineffabile del vero amore sboccia,
al centro dell’essere,
nell’unione delle due nature del Guerriero e della Donna stella»
M.Polia da « Il mistero della Dama»